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IO SONO OMAR SYLLA

By 16.03.2013 No Comments

Il “Cacciatore Di Leoni” Omar Sylla parla di sé dalle pagine di SlamFC.com descrivendosi in un ritratto sincero, intelligente e privato che tocca temi emozionanti come l’infanzia in Senegal, il razzismo che lo ha accompagnato per tutta la sua vita, l’amore e i bivi che si incontrano nella vita. Le Mixed Martial Arts e il loro palcoscenico, la Gabbia, appaiono solo come un pretesto; Questo ragazzo combatte da quando è nato, non per soldi, non per vincere o perdere ma solo per vivere e sopravvivere. Il suo match con Matteo Minonzio si carica di significati inattesi e sorprendenti che ci lasciano capire perché lui la chiama “guerra”.

“Sono nato in Senegal, a Pikine, come quarto bambino di una famiglia di nove fratelli e sorelle.” inizia così la storia di Omar. “La mia famiglia era molto povera, a dieci anni ho perso mio padre, un fatto che mi ha costretto a prendere presto le responsabilità di un adulto per sostenere la mia famiglia. Oggi per fortuna mia madre insieme ai miei fratelli e sorelle stanno bene, hanno una vita tranquilla e benestante, sono molto legato a loro e una volta l’anno torno sempre a riabbracciarli. Ho lavorato duramente per riuscire a dargli ciò, una volta ottenuto questo risultato ho lasciato il Senegal per cercare la mia propria fortuna. Ho vissuto in molti paesi europei, facendo i più disparati lavori.  In Italia, a Firenze, sono arrivato nel 2002. Ho continuato con piccoli lavoretti finché sette anni fa ho cominciato a lavorare in discoteca come buttafuori.”

Gli chiediamo di raccontarci del suo incontro con lo sport, della sua carriera sportiva prima di diventare un Mixed Martial Artist. “Era già chiaro che ero stato fatto per lo sport della Lotta quando  già ero un bambino piccolo. I miei coetanei mi escludevano dal giocare a calcio con loro, avendo paura che gli facessi male perché per la mia età ero molto alto e grosso. Allora mi avvicinai al African Wrestling, la lotta tradizionale senegalese e alla Boxe. Le tecniche che ho imparato allora caratterizzano ancora oggi il mio stile di combattimento.”

E le MMA, quando le hai conosciute? che impressione ti hanno fatto? “La prima volta che ho visto le MMA è stato in televisione, era il 2008, me ne sono innamorato immediatamente. A quei tempi continuavo la mia carriera di pugile iniziata in Senegal ma non potevo combattere per problemi di permesso di soggiorno e non sapevo che esistesse una palestra di MMA a Firenze (Dog Eat Dog). Un giorno fui invitato in una palestra che non conoscevo e arrivato là vidi Marco Santi fare sparring di MMA. Da quel giorno mi sono dedicato solo alle MMA insieme a lui”

Il tuo soprannome è “Cacciatori Di Leoni”, leggenda vuole che la tua famiglia discenda da questa stirpe, puoi raccontarci qualcosa di più? “(Sorride e abbassa la testa) Mi ricordo un giorno che una persona mi chiese seriamente se noi in Africa vivessimo sugli alberi. Questo mi fece ridere tanto. Anche se nel paese del leone tante cose sono diverse che qui in Europa, per me è il posto più bello sul mondo. Il mio sangue e la mia carne è impregnata della cultura africana, mi sento e sono un cacciatore di leoni ma qui e oggi il leone che io caccio è un altro e forse non è neanche materialmente reale.”

Omar, sei religioso?credi in Dio? “Si! Sono musulmano. La mia religione lo vedo come una mia cosa personale e privata che mi da confidenza e forza nei momenti difficili.”

Hai mai vissuto il razzismo in prima persona? “Come Africano in Italia è impossibile non essere entrato in contatto con il razzismo. Ma ho tanti amici Italiani che mi hanno sostenuto e accolto a braccia aperte. Le persone che mi disprezzano li ignoro perché non ho voglia di perdere tempo ad occuparmi di gente che è così tanto piena di pregiudizi da non provare nemmeno a capire la persona che hanno davanti. Non devo convincere nessuno di me, solo me stesso.”

Conosci ideologie come fascismo e nazismo, cosa ne pensi? “Penso che sia abbastanza chiaro cosa ne possa pensare io. Direi che la storia ha fornito abbastanza prove sul valore di queste ideologie e sui danni arrecati all’umanità.”

Cosa ci dici del Calcio Storico? “E’ un grande spettacolo, lo adoro. Io sono un Azzurro della squadra degli Azzurri di S.Croce (Minonzio gioca nei Bianchi di S.Spirito) anche se l’anno passato non ho potuto giocare per problemi di tesseramento, giocherò quest’anno e darò a Minonzio una seconda lezione dopo quella di SlamFC 5!”

Cosa pensi di Minonzio atleta? “Non è un vero e proprio atleta perché non ha tecnica, coscienza dei suoi limiti né tantomeno rispetto per il suo avversario. Non vedo l’ora di incontrarlo in gabbia per fargli capire tutto ciò.”

Cosa pensi di Minonzio persona? “Segue degli ideali che hanno causato crimini verso l’umanità del genere più orrendo. Non ho intenzione di abbassarmi a giudicarlo come lui fa con il resto del mondo. La sua persona parla da sé”

Non servono altre domande Omar continua  parlare da solo in un flusso di coscienza che ci lascia in silenzio ad ascoltarlo. “Quando ho vinto la cintura di campione a SlamFC 4 e lui è stato presentato come mio prossimo sfidante non ho visto nei suoi occhi alcun rispetto per me, né come atleta né tantomeno come persona. Voglio fargli capire che si sbaglia di grosso a non rispettarmi, voglio una guerra, voglio scambiare colpi pesanti e fargli molto male prima di metterlo definitivamente KO. C’è grande attesa per questa guerra, non voglio deludere, voglio mostrare a Firenze quanto la sua superbia nasca da debolezza e stupidità”

Grazie Omar, è stato un piacere parlare con te. “Grazie a voi che mi avete concesso il vostro interesse e  la vostra attenzione. Mi sarebbe piaciuto rimanere  a parlare ancora con voi di quel ******* di Minonzio (sorride) ma ho cose più importanti da fare. Mia moglie mi aspetta, è una persona stupenda, è l’unica cosa che conta veramente nella mia vita.”

 

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